Chi siamo

Il dojo Ki Ken Tai

Il dojo KI KEN TAI nasce nel 2016 da una iniziativa di un gruppo di amici che hanno deciso di praticare insieme il Kendo, avendo però capito che per farlo concretamente era necessario avere un’intenzione stabile sostenuta da un più ampio gruppo di persone che hanno lo stesso obiettivo e che si divertono nel perseguirlo.

Il fascino delle Arti Marziali , in particolare del Kendo che è poco conosciuto e non ancora “inquinato” dalla visione in cui uno vince, l’altro perde e nulla di più, ci ha dato il veicolo per dare seguito a questa intenzione.

Ciò che caratterizza principalmente il nostro dojo è che non sono richiesti, ne tanto meno proposti, degli standard atletici/ideologici a cui le persone devono forzatamente aderire o a cui devono tendere per essere accettate. Sono pertanto accettate persone di ogni età e condizione fisica: ciò che più conta è che condividano con noi il tentativo di dare il massimo possibile in funzione del proprio livello di competenza.

In questo modo le persone che hanno aderito hanno potuto migliorare anche in termini di crescita personale, superando ansie ed insicurezze ed imparando a conoscersi meglio, individuando dei modi di agire automatici su cui poter lavorare per renderli consapevoli.

Valorizzare le nostre relazioni personali attraverso la pratica del Kendo è la cosa più importante!

Il clima amichevole però non va a scapito del rispetto reciproco e della disciplina, ma aiuta a superare insieme le difficoltà della pratica, una pratica in cui tutti imparano e tutti insegnano.

Rimane poi comunque la soddisfazione nell’eseguire, e veder eseguire, le varie tecniche del Kendo ai vari livelli di perfezione/ imperfezione, che rappresentano un percorso di crescita tecnica molto soddisfacente.

Il Kendo ha una tradizione antica dove le tecniche proposte si sovrappongono allo spirito con cui il praticante deve attuarle e per ognuna di queste intersezioni nascono termini e concetti molto precisi che aiutano a comprendere la via migliore per progredire.

Si parlerà allora di Seme come lo stato in cui viene mantenuta una costante posizione di vantaggio sull’avversario mediante una pressione psicofisica esercitata sull’avversario stesso, o di Tame ossia la condizione di mantenere l’equilibrio sia mentale che fisico, tenendo uno stato spiritualmente pieno prima dell’attacco. Per arrivare allo Zanshin, lo stato di massima vigilanza ed attenzione dopo aver portato il colpo.

Questa pratica richiede un alto livello di concentrazione, che fa si che durante le due ore dell’allenamento si riesca a pensare solo ed esclusivamente al kendo, e che permette quindi di acquisire un’abitudine e una capacità di concentrarsi a lungo che poi torna utile nella vita di tutti i giorni.

Certo potrebbero non bastare “100 anni” per apprendere tutto questo ma è proprio questa continua ricerca della conoscenza del proprio corpo e dei propri limiti, che rende interessante questa pratica. L’importante è il processo che sta sotto ed il sincero tentativo di percorrerlo.